
Il viaggio di un fiume non comincia davvero alla sorgente e non finisce alla foce.
È un filo d’acqua che tiene insieme paesaggi, comunità, memorie. Con Storie sotto la superficie l’invito è a cambiare punto di vista: non cercare solo il “bello” sott’acqua, ma leggere i segni che collegano un tratto all’altro — la corrente di montagna, la lanca ombrosa, la roggia che entra nei campi, il canale di bonifica, il delta che si apre al mare.
I protagonisti sono i pesci, ma raccontano la storia del fiume.
Ogni pannello, ogni fotografia e un breve video (5 minuti) fanno emergere funzioni ecologiche, adattamenti e relazioni.
Il percorso espositivo è pensato come una trama: dalla sorgente alle acque lente di pianura si passa di nodo in nodo — torrenti, rogge, lanche, risorgive, risaie allagate, canali, golene — fino al mare.
Nel racconto compaiono anche le specie aliene. Non per additarle come “colpevoli”, ma per mettere a fuoco cause e conseguenze con uno sguardo pratico e non sensazionalistico.
La mostra nasce in acqua. Molte immagini arrivano da notti nelle risorgive, mattine fredde nei raschi e estati di acque torbide in pianura. Vederle stampate in alta qualità ed esposte in un luogo così bello è per me emozionante.
Formato: 20 pannelli stampati su forex + video di 5 minuti.





